Il Margutta RistorArte (Roma) 2008

Dopo averci allietato con i bellissimi quadri di animali selvatici della mostra "Anima Animale" del 2007, l'interesse di Marie Grabau si è spostata sull'universo multiforme ed avvincente dei cani. Questi proteiformi discendenti del lupo - unico arcaico progenitore di tutti i cani, dall'alano al chihuahua - si presentano nelle loro affascinanti espressioni, capaci di infondere affetto e commozione. Ma anche di suscitare un moto di profonda indignazione nel vedere la tragica immagine di un cane sottoposto, da un individuo del Costarica, a crudeli privazioni in nome di un'arte che si esprime in tutto il suo orrore. Un orrore che neppure le serene ed affettuose immagini di Marie Ange Grabau riescono a dissolvere, anche perchè contrapposte a quelle del cane torturato. La vera arte, come ci dimostra Marie Ange, oltre a entusiasmare e avvincere, deve in qualche caso, denunciare i misfatti che, sempre più spesso, colpiscono la natura e gli animali amici dell'uomo.

Fulco Pratesi

After having given us great pleasure in 2007 with the incredibly beautiful wild animal paintings at the "Animal Soul" gallery, Marie Ange Grabau's interest was caught by the multiform and riveting universe of dogs. These protean wolf descendents - the only archaic ancestor of all dogs, from Great Danes to Chihuahuas - come to us with their affection. However, they can also stir up a dog being subjected to cruel deprivation by someone in Costa Rica, in the name of the most horrific art. Even the serene and caring pictures of Marie Ange Grabau cannot dissolve such horror, also because they are set against the ones of the tortured dog. True art, as Marie Ange demonstrates, must in some situations speak out against the crimes that more and more often affect nature and animals, men's best friends.

Fulco Pratesi


Il Margutta RistorArte (Roma) 2007

Gli animali sono, per Marie Ange Grabau, un riflesso dell'anima istintiva. Così, vedendoli disegnati in modo perfetto nella forma, si pensa a spiriti intelligenti, attenti e sublimi, capaci di contenere, con garbo e colori armoniosamente integrati e fusi tra loro, una potenza evocativa, una forza emotiva, un incontro che solo la parte animale di ciascun essere umano è capace, nel contenitore della "forma che informa", di esprimere. Nella pittura, come nel disegno di questa coscienziosa, libera, attenta, romantica artista, c'è un femminile che urge, un'attenzione che non viene mai meno, al particolare, una grazia che è musicale e insieme tenera, un piacere del porgere che è raro in tempi promiscui e disattenti come i nostri. Una passione raccolta e corretta, costruttiva e sincera. Com'è la loro autrice.

Maria Rita Parsi Di Lodrone

Animals are, to Marie Ange Grabau, a glimmer of the instinctive soul. Thus, seeing their outline drawn so perfectly, we think of intelligent spirits, attentive and sublime, capable of holding, with style and colours harmoniously balanced and blended, an evocative power, an emotional strength, an encounter that only the animal part of each human being in able to express, within the place holding the "form that informs". In the paintings, as well as in the drawings of this conscientious, free, attentive, romantic artist, there is a feminine essence that urges on; attention to details that never ceases; grace that is musical and tender at the same time; pleasure in giving that is rare in promiscuous and careless times such as ours. A passion that is discreet and proper, constructive and sincere, just like its author.

Maria Rita Parsi Di Lodrone


Galleria Cà d'Oro / Roma / Settembre 2005

Stefano Palumbo
(...) Una conoscenza che si erge fino all'iniziazione esoterica, che porta Marie Ange Grabau alla raffinata, quasi ossessiva, ricerca della perfezione nella raffigurazione dei suoi animali totem, generati amch'essi come ogni cosa dall'uovo originale, gravidi di riferimenti colti, simbolici, a dimostrazione dell'agognante sete di sapere dell'artista che evolve verso un percorso di crescita, di costruzione del Tempio che è in lei. (...)

Enrico Malizia
Marie Ange Grabau è una pittrice affermata, che da anni si è dedicata con successo a ritrarre animalida soli o con i loro padroni. La sua arte ha subito di recente un'importante evoluzione, in quanto l'artista ha voluto esprimere il simbolismo dei soggetti che dipinge. Sono nati così gli animali totem. Il totem, entità simbolica non solo di origine animale, ma anche vegetale e animale, rappresenta per il mondo sciamanico un ponte tra il naturale e il soprannaturale, tanto da essere usato anche per scopi curativi dall'uomo medicina. Marie Ange cercando con la sua pittura di studiare il totem di ogni animale che ritrae, non solo ne onora l'essenza, ma si armonizza con lui, entrando in simbiosi, e ne fa emergere il simbolismoche gli è insito. Ne risultano immagini pittoriche degli animali dipinti non limitate solo al loro aspetto esteriore , ma arricchite spiritualmente e simbolicamente.
L'altro settore dell'inconscio e del simbolismo al quale la Grabau si è dedicata e ha utilizzato per la sua pittura è l'uovo, che ha ispirato la sua produzione più recente, in quanto la ricollega alla parte più profonda di lei stessa e le fa ripercorrere il viaggio dell'umanità attraverso il tempo e lo spazio.
L'uovo, forma pura ed essenziale proiettata nello spazio dalla forza del suo significato esoterico, da sempre rappresenta un elemento di importanza primaria non solo nelle scienza naturali come fase creativa di nuovi esseri e perpetratrice della vita e, ma anche simbolicamente nelle religioni, nella filosofia, nella cultura, nella storia, nell'arte e nell'alchimia. In quest'ultima insieme al serpente ouroboro, è uno degli archetipi più antichi, se non il più antico. La maggioranza dei miti cosmogonici rappresenta l'universo a forma di uovo. All'uovo cosmico, che rappresenta l'origine di tutto, è legato il mistero della vita nel suo perpetuarsi, in quanto racchiude il principio e i geni di tutti gli esseri viventi e di tutte le cose. Dall'uovo cosmico nasce l'universo, il cielo e la terra, Gea e Urano. E' stato utilizzato per rappresentare simbolicamente sia la madre terra, sia Dio Padre e la natura divina di Cristo, ciè la resurrezione, la perfezione, l'immortalità, ma anche la matrice, l'utero, ove la natura si trasforma per creare un nuovo essere e in traslato l'uovo alchemico con il vaso e l'athanor.
La produzione pittorica di Marie Ange in questo nuovo campo, all'inizio ha espresso immagini semplici e stilizzate per passare poi a composizioni più complesse, come la rottura e fuoriuscita di germinazioni (nella fattispecie rose) e uova a simbolismo multiplo quale quella che descrivo, perché per me la più bella e significativa opera esoterica della Grabau.

Questo dipinto ritrae in forma libera la stella a sei punte (chiamata anche stella di David e presente nella Cabala), esagramma molto antico e potente, nonché la merkaba (mer = campi di controrotazione della luce, ka = lo spirito e ba = il corpo). E' l'immagine attraverso cui vengono create tutte le cose, è una serie di schemi geometrici che circondano i nostri corpi e esprimono l'armonia dell'universo. Il triangolo con la punta verso l'alto simboleggia il principio maschile attivo, il triangolo verso il basso quello femminile e passivo. La stella sta a significare anche il legame tra cielo e terra e i giorni della settimana: le uova sulle sei punte i sei giorni maschili lavorativi e quello al centro il settimo femminile o del riposo. Inoltre in alchimia simboleggia l'unione tra l'elemento fuoco (punta in alto) e acqua (punta in basso). Marie Ange, ispirandosi alla grande cabalista Vicky Wall ha voluto inoltre rappresentare la forma stilizzata dell'arcangelo Micael che la Wall ha legato al colore giallo e blu e al numero 94.
Tutti questi nuovi soggetti vengono dipinti con un'arte pittorica vigorosa, ricca di materia, in cui i colori ben armonizzati completano il significato artistico e simbolico delle opere.
In conclusione, una produzione artistica degna di attenta osservazione, studio e meditazione.

 

Pennellate Cinofile
di Costanza Ferraris - da Cani novembre 1996

..."così attraverso i suoi pennelli cominciarono a nascere, a prendere forma e a vivere, cani, gatti, leoni ed altri animali. I pennelli a volte sembrano colpiti da un tocco di magia. Un tocco qui un tocco là ed ecco che un epagneul nano e un pechinese si trasformano in una nobildonna e un cavaliere con tanto di abito da grande cerimonia. Dove vanno? Chi lo sa? Basterà aggiungere ai pennelli un po' di fantasia. Potrebbero essere i personaggi di una fiaba o due attori di teatro. Marie-Ange ama spaziare, a volte un ritratto commissionato da un proprietario la fa ritornare alla vita quotidiana. Nascono ritratti sia dai pennelli che dalle matite. 'Nei secoli scorsi era molto più facile incontrare dei cani dipinti in scene di caccia, basta pensare alle varie scene che ritraggono la visione di Sant'Uberto, oppure ai salotti dipinti da Van Eyck (la famiglia Pandolfini) o Van Dyck (la famiglia di Carlo I d'Inghilterra). Il cane fa parte della famiglia ma non è mai il protagonista. Nel XIX secolo iniziano le mostre cinofile con le richieste da parte dei proprietari di immortalare i loro campioni in ritratti. L'avvento dell'apparecchio fotografico ha tolto ai pennelli e alle matite il loro ruolo principale" ci spiega Marie-Ange "oggi è tornato di moda ritrarre il proprio cane. I cani di razza sono di gran lunga in prima posizione come fotomodelli".

Un ritratto del mio cane - ultima moda blasonata
dal Corriere della sera 15 ottobre 1995

(...) E' il nuovo trend che impazza tra dame aristocratiche e signore bene: far fare il ritratto dei "beniamini" di famiglia. Un vezzo da ostentare alle pareti di ville patrizie e di dimore avite. Se i reali amavano essere ritratti all'aperto, accanto ai propri cani, oggi i nobili preferiscono far ritrarre le bestiole di famiglia, coccolati e amati come figli.
Se ne è avuta la conferma mercoledì alla Cà d'Oro, la galleria d'arte che s'affaccia sulla scalinata di Trinità dei Monti. Nobildonne, dame salottiere e aristo-fanciulle hanno affollato l'inaugurazione della mostra "Animali, disegni ed oli" la personale di Marie-Ange Grabau. Nata a Vichy e appassionata d'arte, si diletta da cinque anni a dipingere tigri, zebre, leoni, rinoceronti, cammelli, cani, gatti, galli e canarini. "Ho iniziato a dipingerli in Maremma, vivendo a stretto contatto con la natura. Le amiche si sono innamorate dei miei quadri; così ho iniziato a lavorare per loro" spiega la Grabau. "Ma non dipingo solo animali di sangue blu: se per la strada vedo un cane che mi piace lo fotografo per poi ritrarlo".